«La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.»
Mahatma Gandhi (vedi altri aforismi…)
Detta così sembra facile, vero? Proprio stamani parlavo del peso del mondo che certe volte si fa sentire… so essere proprio profetico.
Chi mi conosce sa bene che il mio peccato è la superbia. Non mi piace impormi, ma quando mi metto in gioco (cosa che ho sempre meno voglia di fare ma che sento sempre più spesso di dover fare) non posso fare a meno di difendere le mie opinioni, spesso al limite dell’accanimento. Se unite a ciò il fatto che sono un eccellente arrampicatori di specchi, capirete che spesso vinco per abbandono.
Oggi ero molto convinto di come andasse diviso il lavoro, e lo sono perché conosco i miei compagni e perché ho seguito tutte le fasi del lavoro. Chiaramente non posso prevedre il futuro, ma ero convinto che una scelta (chiaramente la mia -_-) fosse migliore di quella che mi veniva proposta, ed ero convinto perché avevo seguito persone e lavoro. Ho spiegato il mio punto di vista ed ho agito cercando di limitare i danni ma sapendo che avrei deluso e indispettito qualcuno.
Non sapete quanto mi pesa. Certe volte riesco ad accontentare tutti, il più delle volte rimboccandomi le maniche, altre volte spaglio perché do alcune cose per scontate, non mi accorgo che agli occhi di qualcuno sto sbagliando, ma questa volta sapevo che stavo facendo quello che ritenevo giusto, giusto per il gruppo, non per me, ma che andavo contro a quello che sarebbe stato più gradito. Però l’ho fatto e lo rifarei. E anche se continuo ad essere convinto, anzi, lo sono anche di più, mi pesa. Forse perché quando assumi tutte le responsabilità di una scelta ti metti completamente in gioco. Forse perché imporsi (anche se motivi chiaramente la scelta) è sempre calpestare un nemico che non sei riuscito a convertire. Forse perché… non lo so, ma quando sei convinto di qualcosa sei anche disposto a passare da cattivo.













