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Coerenza

febbraio 12, 2010

In una serie di misure, quella così chiaramente giusta da non richiedere una verifica è sicuramente l’errore.

Cosa cambia se invece che di misure parliamo di ragionamenti? Stasera ce l’ho con la coerenza, con la pretesa di dover sempre incastrare le azioni in un quadro non solo omogeneo, ma addirittura comprensibile da chi lo guarda.
Sorridere a chi non ci sta simpatico non è necessariamente ipocrisia, significa soltanto che quel sorriso non è per la persona che sembra riceverlo. I motivi di un comportamento non comune possono essere tanti e non necessariamente negativi o egoistici.

«Per quanto così doppio nell’intimo, non ero in alcun modo un ipocrita; i miei due versanti coesistevano in perfetta buona fede; e quando deponevo ogni ritegno per tuffarmi nell’infamia, ero me stesso né più né meno di quando mi affaticavo, alla luce del giorno per aumentare il sapere o per portare sollievo alla sofferenza.»
Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde

Lo so, torno sempre sulle stesse citazioni, ma cosa ci posso fare se adoro questo libro?

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