“[...]e tu cosa ci guadagni?”
[...]
“Ci guadagno il colore del grano”, rispose la volpe
Archivio per Ottobre 2008

Il colore del grano
Ottobre 29, 2008
Vuoto
Ottobre 24, 2008Conoscenza, non
qualcosa che riempie:
vuoto da riempire.
Perché la conoscenza non basta mai? Se conoscere fosse solo finalizzato all’oggetto che si vuole conoscere, la ricerca finirebbe quando lo si è raggiunto. Invece una scoperta ne tira sempre dietro un’altra, la conoscenza non sembra mai completa e lo studio non finisce mai.
(Ci voleva un po’ di yang per bilanciare il troppo yin dei giorni scorsi…)
Questo spazio si chiama “L’antro del drago d’Appiano”, la grotta oscura nella quale riposa la bestia mitologica che tanto mi affascina… chi sà che la conoscenza non stia bestia magica ma nello spazio vuoto della caverna stessa che il saggio animale ha scelto di abitare. In fondo, senza il vuoto iniziale nessuna novità può trovare posto.
Oggi mi sento di nuovo myrmecoleon…

Short Circuit’s Wall-E’s granpa!
Ottobre 21, 2008Ho visto Wall-E. Bello, veramente. Dalle “voci” alle espressioni, tutto assolutamente perfetto.
Solo che, mentre guardavo il robottino-pressa, avevo una leggera sensazione di déjà-vu… come se la sua fisionomia non mi fosse del tutto sconosciuta. Poco dopo ho realizzato! E’ Numero Cinque, il protagonista di Corto Circuito (1986)!!! Quei cingoli e quegli occhietti tondi a telecamera… come scordarseli!

Poi il film va avanti, ed ecco un altro flash! (ASTENERSI SE NON SI VOGLIONO SPOILER) L’essere venuto da lontano dotato di un pollice verdissimo (e un indice rosso), rimasto senza i suoi simili e con tanta voglia di amare, capace di esprimersi solo per nomi invece che con discorsi completi… chi mi ricorda… TROVATO!


Foglie sull’Arno
Ottobre 11, 2008Foglie sull’Arno,
come ti fermi calore
via dalla pelle.
Questo è un post “in differita”, risale a quasi due settimane fa, però mi piaceva e non volevo perderlo quindi l’ho riportato.
Era il primo giorno in cui sono sceso in canoa sul’Arno ed ho realizzato che era autunno. Me lo hanno sbattuto in faccia le foglie rosse e gialle che cadevano sullo specchio del fiume, galleggiando quasi a voler dire alla mia canoa che non era l’unica capace di farlo, ma la dimostrazione lampante è stata quella sensazione di… di… so che non si dice ma non trovo di meglio: quella sensazione di accaldatura in cui senti che il calore che stai producendo non entra in contrasto con quello esterno, ma ti viene come risucchiato dall’aria e percepisci la fatica in modo diverso, meno soffocante e più rilassante; senti che insieme alle energie se ne va anche un po’ di fatica e resti stanco e rilassato… una specie di “salasso energetico”, un toccasana per chi si intossica di energie represse.

Durezza
Ottobre 11, 2008E’ la pressione
che trasforma in diamanti:
duri ma freddi.
Chiudo questa trilogia delle durezza con una variazione alla mia frase portante. Un po’ come in chi fa da sé, la durezza spesso è solo forza… lo capisci appena ne provi un semplice assaggio. L’obbiettivo dev’essere la lucentezza del diamante, non la sua durezza, altrimenti taglierai tutto quel che incontri restando solo. Tuttavia, una pietra diventa luminosa solo dopo essere stata tagliata con esperienza e fermezza, ovvero solo dopo essersi trasformata da carbone a diamante. Ci vuole lavoro extra.
Mah, speriamo un bene…

Pesante
Ottobre 9, 2008«La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.»
Mahatma Gandhi (vedi altri aforismi…)
Detta così sembra facile, vero? Proprio stamani parlavo del peso del mondo che certe volte si fa sentire… so essere proprio profetico.
Chi mi conosce sa bene che il mio peccato è la superbia. Non mi piace impormi, ma quando mi metto in gioco (cosa che ho sempre meno voglia di fare ma che sento sempre più spesso di dover fare) non posso fare a meno di difendere le mie opinioni, spesso al limite dell’accanimento. Se unite a ciò il fatto che sono un eccellente arrampicatori di specchi, capirete che spesso vinco per abbandono.
Oggi ero molto convinto di come andasse diviso il lavoro, e lo sono perché conosco i miei compagni e perché ho seguito tutte le fasi del lavoro. Chiaramente non posso prevedre il futuro, ma ero convinto che una scelta (chiaramente la mia -_-) fosse migliore di quella che mi veniva proposta, ed ero convinto perché avevo seguito persone e lavoro. Ho spiegato il mio punto di vista ed ho agito cercando di limitare i danni ma sapendo che avrei deluso e indispettito qualcuno.
Non sapete quanto mi pesa. Certe volte riesco ad accontentare tutti, il più delle volte rimboccandomi le maniche, altre volte spaglio perché do alcune cose per scontate, non mi accorgo che agli occhi di qualcuno sto sbagliando, ma questa volta sapevo che stavo facendo quello che ritenevo giusto, giusto per il gruppo, non per me, ma che andavo contro a quello che sarebbe stato più gradito. Però l’ho fatto e lo rifarei. E anche se continuo ad essere convinto, anzi, lo sono anche di più, mi pesa. Forse perché quando assumi tutte le responsabilità di una scelta ti metti completamente in gioco. Forse perché imporsi (anche se motivi chiaramente la scelta) è sempre calpestare un nemico che non sei riuscito a convertire. Forse perché… non lo so, ma quando sei convinto di qualcosa sei anche disposto a passare da cattivo.

Atlante e Icaro
Ottobre 9, 2008
Strano il peso del mondo,
oggi Icaro,
domani Atlante.
Il mondo è sempre lo stesso, non cambia la sua sostanza in base ai nostri umori, eppure certe volte lo guardi e ti senti così leggero e pieno di energie che ti sembra di poter volare ed altre in cui puoi quasi avvertire la grandezza di questo pezzo sferico di terra ed acqua e vedertelo penzolare sopra come una spada di Damocle.
Mah, aspettiamo che le mie ali si riformino dalla cera fusa…

Riaprire i battenti
Ottobre 8, 2008Salve a tutti! Da poco ho deciso di ritornare a scrivere su questo blog, a discapito di quello di msn… tuttavia, al momento non ho né molto tempo né cose particolari da dire, quindi evito di auto-spammarmi e taglio corto, limitandomi a riordinare il materiale e poc’altro.
A presto,
Sandro








