h1

Luci

Maggio 17, 2009

Luce dei fari,
tremolio di lucciole,
viaggio di notte.

h1

Primavera

Aprile 17, 2009

shōjo taru
yorokobi haru no
hi ni metsumuru.

Ragazza felice di trovarsi così
ad occhi chiusi
in un giorno primaverile

- Yamaguchi Seishi

h1

Kim Ki Duk strikes back

Febbraio 7, 2009

Beh, anche stasera mi sono dovuto richiudere la bocca con le mani perché mi ciondolava dopo essermi visto il mio terzo film di Kim Ki Duk… (clicca qui per saperne di più sul film)

Ho conosciuto questo regista grazie ad un amico (grazie Paolo!!!), che mi aveva preparato all’idea di una durata media di novanta minuti con una manciata di parole. Sorprendentemente, questo silenzio che lascia spazio alle espressioni ed alla fotografia non solo non mi pesa, ma mi piace da matti…

VOGLIO PASSARE UN’ESTATE IN UN POSTO COME QUELLO DEL FILM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! UEEEE!!!!!

h1

Doors

Febbraio 5, 2009

Porta sommersa

Le cose più belle sono quelle che intravediamo, quelle che sono abbastanza sfumate da poterle completare con la nostra immaginazione. Una porta invisibile e immobile nello scorrere dell’acqua sarà sempre più affascinante di una maniglia rotta che sporca un torrentello…

h1

Blu

Dicembre 9, 2008

Non avevo mai visto Piazza Bovio come stasera… dei colori più improbabili che belli! Il cielo che passava dal blu ad un colore dorato che credevo esistesse solo nelle licenze poetiche e che rendeva completamente sottoesposte le sagome delle isole che si vedevano chiaramente grazie ad un’aria ripulita da giorni di vento forte.
Insomma, un piccolo miracolo della natura che ti si para davanti, come sempre, all’improvviso…

Blu

h1

Eros e Thanatos

Dicembre 3, 2008

Ricordo che una volta parlai col signor Molko di cosa sia l’amore e in che rapporto stia con quei sentimenti che in genere definiamo violenti. Come un riccio deve scoprire la testa per nutrirsi, così con mio grande stupore l’uomo più chiuso e schivo che abbia mai conosciuto iniziò a parlare…

“Si dice che Eros e Thanatos vadano sempre a coppia, ma è una mezza verità… Si può arrivare a Thanatos in vari modi, io ci sono arrivato per odio, anche se non è da tutti odiare. Allo stesso modo non si può amare veramente senza passare per Thanatos. Infatti quando ami qualcuno inizi a vedere tutto in un altro modo, il tuo campo visivo si restringe e riesci a mettere a fuoco una cosa per volta, quella amata, tutto il resto sfuma. Tuttavia l’amore aumenta la tua acuità percettiva verso le minacce, riducendo però la visione di insieme: finisce che ogni dettaglio ti manda in estasi o ti sprofonda nella gelosia, nella malinconia, o anche peggio.
Eppure senza questo anticipo di cecità non c’è amore, lo si percepisce chiaramente. Chi non riesce a evocare Thanatos e dimostrare di saperlo controllare, anche minimamente, non può far sentire amato qualcun’altro. Certe volte per imparare a farlo si deve partire dalla sfida più difficile, cacciare la preda più grossa: l’amore più difficile da guadagnare è quello verso noi stessi.
Amare qualcuno di cui si conosce tutti i difetti, tutti i segreti e tutte le colpe, qualcuno del quale condividiamo tutte le paure; questo è quanto di più difficile ci possa essere. Amore è completarsi, trovare nell’altro quello che manca a noi: non è cercare il nostro opposto ma il complementare ovvero qualcosa che ci somiglia abbastanza da compenetrarci ma è abbastanza diverso da non sovrapporsi a noi e coprire i nostri punti ciechi. Per questo per amarci dobbiamo riuscire a vederci diversi, guardarci come se non fossimo più noi pur sapendo che lo siamo, odiarci come si può odiare solo chi non si vede l’ora di perdonare…”

h1

Pilastro

Novembre 11, 2008

Con le mie mani
ho colpito il pilastro;
chi sarò ora?

Paghiamo sempre per le nostre scelte.

Non tutti i pezzi sulla scacchiera possono tornare indietro una volta mossi, lo shogi lo insegna, per farlo bisogna arrivare in fondo al terreno di gioco e promuovere, diventare un pezzo diverso. Ma avanzare può richiedere un’offensiva, un attacco, delle perdite, certe volte un sacrificio. Certe volte non si può muovere senza offendere. Il difficile è capire quando è quel momento. In ogni modo paghiamo sempre per le nostre scelte, il fatto è solo se paghiamo prima o dopo, se ci portano avanti o no… ma per sapere questo dobbiamo aspettare la fine della partita.

Per approfondimenti, link.

h1

Specchi

Novembre 8, 2008

Solo al tramonto
gli occhi rossi di un ponte,
cielo sull’acqua.

Oggi il tempo era buono quindi sono potuto uscire sull’Arno, e visto che non sono andato presto mi sono potuto godere il tramonto dal pelo dell’acqua in compagnia del mio respiro. Il cielo rosso verso la foce sembrava più grande riflesso sul fiume innaturalmente calmo che cambiava la sagoma del ponte dell’Aurelia, pane per i denti di una fantasia repressa.
Un attimo dopo il tramonto era tutto diverso. Senza il sole l’acqua diventa come una finestra di notte: piena di riflessi ma sostanzialmente buia (o buja, come mi piace dire). Meraviglioso però poter vedere le immagini riflesse sulla sua superficie: i lampioni accesi sulle spallette a monte e il cielo a valle, proprio come diceva quell’esperto di giardini giapponesi secondo cui in ogni giardino dovrebbe esserci un pozzo nel quale guardare la luna.

C’entra poco ma mi piaceva questa immagine

h1

Sereno

Novembre 4, 2008

Come fai a conoscermi così bene e dirmi che mi vedi sereno?! Sono diventato così bravo a sembrarlo? Sorridere e ridere non significa essere sereno, è solo non voler perdere il bello nel brutto. La serenità è quando il mare è piatto e si sentono i gabbiani, non quando l’acqua è bassa perché il mare la sta richiamando né quando il vento tiene semplicemente le onde lontano. Vorrei sapere cosa guardi quando mi sei attorno.

h1

Il colore del grano

Ottobre 29, 2008

“[...]e tu cosa ci guadagni?”
[...]
“Ci guadagno il colore del grano”, rispose la volpe

h1

Vuoto

Ottobre 24, 2008

Conoscenza, non
qualcosa che riempie:
vuoto da riempire.

Perché la conoscenza non basta mai? Se conoscere fosse solo finalizzato all’oggetto che si vuole conoscere, la ricerca finirebbe quando lo si è raggiunto. Invece una scoperta ne tira sempre dietro un’altra, la conoscenza non sembra mai completa e lo studio non finisce mai.
(Ci voleva un po’ di yang per bilanciare il troppo yin dei giorni scorsi…)
Questo spazio si chiama “L’antro del drago d’Appiano”, la grotta oscura nella quale riposa la bestia mitologica che tanto mi affascina… chi sà che la conoscenza non stia bestia magica ma nello spazio vuoto della caverna stessa che il saggio animale ha scelto di abitare. In fondo, senza il vuoto iniziale nessuna novità può trovare posto.
Oggi mi sento di nuovo myrmecoleon

h1

Short Circuit’s Wall-E’s granpa!

Ottobre 21, 2008

Ho visto Wall-E. Bello, veramente. Dalle “voci” alle espressioni, tutto assolutamente perfetto.
Solo che, mentre guardavo il robottino-pressa, avevo una leggera sensazione di déjà-vu… come se la sua fisionomia non mi fosse del tutto sconosciuta. Poco dopo ho realizzato! E’ Numero Cinque, il protagonista di Corto Circuito (1986)!!! Quei cingoli e quegli occhietti tondi a telecamera… come scordarseli!

Poi il film va avanti, ed ecco un altro flash! (ASTENERSI SE NON SI VOGLIONO SPOILER) L’essere venuto da lontano dotato di un pollice verdissimo (e un indice rosso), rimasto senza i suoi simili e con tanta voglia di amare, capace di esprimersi solo per nomi invece che con discorsi completi… chi mi ricorda… TROVATO!

h1

Foglie sull’Arno

Ottobre 11, 2008

Foglie sull’Arno,
come ti fermi calore
via dalla pelle.

Questo è un post “in differita”, risale a quasi due settimane fa, però mi piaceva e non volevo perderlo quindi l’ho riportato.
Era il primo giorno in cui sono sceso in canoa sul’Arno ed ho realizzato che era autunno. Me lo hanno sbattuto in faccia le foglie rosse e gialle che cadevano sullo specchio del fiume, galleggiando quasi a voler dire alla mia canoa che non era l’unica capace di farlo, ma la dimostrazione lampante è stata quella sensazione di… di… so che non si dice ma non trovo di meglio: quella sensazione di accaldatura in cui senti che il calore che stai producendo non entra in contrasto con quello esterno, ma ti viene come risucchiato dall’aria e percepisci la fatica in modo diverso, meno soffocante e più rilassante; senti che insieme alle energie se ne va anche un po’ di fatica e resti stanco e rilassato… una specie di “salasso energetico”, un toccasana per chi si intossica di energie represse.

h1

Durezza

Ottobre 11, 2008

E’ la pressione
che trasforma in diamanti:
duri ma freddi.

Chiudo questa trilogia delle durezza con una variazione alla mia frase portante. Un po’ come in chi fa da sé, la durezza spesso è solo forza… lo capisci appena ne provi un semplice assaggio. L’obbiettivo dev’essere la lucentezza del diamante, non la sua durezza, altrimenti taglierai tutto quel che incontri restando solo. Tuttavia, una pietra diventa luminosa solo dopo essere stata tagliata con esperienza e fermezza, ovvero solo dopo essersi trasformata da carbone a diamante. Ci vuole lavoro extra.
Mah, speriamo un bene…

h1

Pesante

Ottobre 9, 2008

«La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.»
Mahatma Gandhi (vedi altri aforismi…)

Detta così sembra facile, vero? Proprio stamani parlavo del peso del mondo che certe volte si fa sentire… so essere proprio profetico.

Chi mi conosce sa bene che il mio peccato è la superbia. Non mi piace impormi, ma quando mi metto in gioco (cosa che ho sempre meno voglia di fare ma che sento sempre più spesso di dover fare) non posso fare a meno di difendere le mie opinioni, spesso al limite dell’accanimento. Se unite a ciò il fatto che sono un eccellente arrampicatori di specchi, capirete che spesso vinco per abbandono.

Oggi ero molto convinto di come andasse diviso il lavoro, e lo sono perché conosco i miei compagni e perché ho seguito tutte le fasi del lavoro. Chiaramente non posso prevedre il futuro, ma ero convinto che una scelta (chiaramente la mia -_-) fosse migliore di quella che mi veniva proposta, ed ero convinto perché avevo seguito persone e lavoro. Ho spiegato il mio punto di vista ed ho agito cercando di limitare i danni ma sapendo che avrei deluso e indispettito qualcuno.

Non sapete quanto mi pesa. Certe volte riesco ad accontentare tutti, il più delle volte rimboccandomi le maniche, altre volte spaglio perché do alcune cose per scontate, non mi accorgo che agli occhi di qualcuno sto sbagliando, ma questa volta sapevo che stavo facendo quello che ritenevo giusto, giusto per il gruppo, non per me, ma che andavo contro a quello che sarebbe stato più gradito. Però l’ho fatto e lo rifarei. E anche se continuo ad essere convinto, anzi, lo sono anche di più, mi pesa. Forse perché quando assumi tutte le responsabilità di una scelta ti metti completamente in gioco. Forse perché imporsi (anche se motivi chiaramente la scelta) è sempre calpestare un nemico che non sei riuscito a convertire. Forse perché… non lo so, ma quando sei convinto di qualcosa sei anche disposto a passare da cattivo.

h1

Atlante e Icaro

Ottobre 9, 2008


Strano il peso del mondo,
oggi Icaro,
domani Atlante.

Il mondo è sempre lo stesso, non cambia la sua sostanza in base ai nostri umori, eppure certe volte lo guardi e ti senti così leggero e pieno di energie che ti sembra di poter volare ed altre in cui puoi quasi avvertire la grandezza di questo pezzo sferico di terra ed acqua e vedertelo penzolare sopra come una spada di Damocle.
Mah, aspettiamo che le mie ali si riformino dalla cera fusa…

h1

Riaprire i battenti

Ottobre 8, 2008

Salve a tutti! Da poco ho deciso di ritornare a scrivere su questo blog, a discapito di quello di msn… tuttavia, al momento non ho né molto tempo né cose particolari da dire, quindi evito di auto-spammarmi e taglio corto, limitandomi a riordinare il materiale e poc’altro.

A presto,
Sandro

h1

Jacob Molcho is back!

Novembre 11, 2007

Salve gente! Eccomi di nuovo tra di voi con un nuovo capitolo della No name story! Questa volta la vicenda è narrata nientepopodimeno che… dalla bella (termine affettuoso, visto che ancora non ho descritto nessuno dei personaggi…) Sophia, la gitana incriminata!
Buona lettura, e non risparmiate consigli, domande, insulti (no, magari gli insulti teneteveli…)

Jacob Molcho – part IV

h1

Tribute to Escher

Settembre 23, 2007

Mi sono ripropromesso amleno una decina di volte di organizzare il materiale in mio possesso e dedicare una bella bagina a quello che credo di poter definire il mio artista preferito, ma i miei tentativi falliscono sempre perché il risultato non è mai all’altezza delle mie aspettative… tuttavia se continuo a scartare non produrrò mai niente, quindi inizio con qualcosa di semplice, un classico ispirato da una delle sue opere più famose, Relativity, e inserita in uno dei film che hanno fatto da sfondo alla mia… (infanzia è troppo indietro ma adolescenza è troppo avanti…) insomma, a quando ero piccolo: Labirinth. Godetevelo…

h1

Stereo pics

Settembre 3, 2007

Eccomi di ritorno dalle vacanze! A dire il vero sono rientrato in sede da qualche giorno, ma la scorsa è stata una settimana abbastanza frenetica e non sono riuscito neanche a scrivere due righe per gratificare il mio (poco) numeroso pubblico…

Comunque, comunico (non senza un bel po’ d soddisfazione personale) che ieri sera il vostro amico sandro ha imparato a creare immagini stereo! Ma si, quelle da vedere con gli occhialini rossi e blu per una visione 3D!
Per gli amanti della tecnologia dotati dei suddetti aggeggi, guardate un po’ il mio prodotto migliore,
3D world
per coloro che vogliono documentarsi e imparare a fare questi piccoli capolavori (gratificate il bambino che è in me… T_T) potete frugare qui